Capire se un programmatore WordPress è bravo

Programmatore bravo
Tempo di lettura: circa 3 minuti.

Il mio lavoro ha un difetto: è divertente! Per questo motivo purtroppo siamo circondati da sedicenti programmatori o designer che dichiarano di essere degli esperti quando invece ne sanno meno del cliente.
In questo articolo cercherò di dare qualche indicazione per capire se un programmatore WordPress è bravo o meno.

Saper far un sito, non significa essere bravo a farlo

Mettiamo subito in chiaro il concetto più importante, con WordPress anche mio zio, con un poco di sforzo, riuscirebbe a creare un sito internet. Uhm no, mio zio proprio no, ma qualche mio nipote di 15 anni sì.

Non è difficile installare WordPress su un server, caricargli un tema acquistato o addirittura gratuito, e cominciare ad aggiungere plugin che facciano le funzioni richieste dal cliente. Basta un po’ di pratica e nel giro di poche ore (se non lo si è mai fatto la prima volta potrebbero volerci alcuni giorni di studio prima) il sito è online.

Oh bella, dirai tu, allora costa poco o addiruttra posso farmelo da solo! Ovviamente la risposta è no…altrimenti non starei qui a farmi pagare dai miei clienti.

Innanzitutto il costo è un fattore relativo, quello che per un privato può sembrare un preventivo alto, per una grande azienda è roba di spiccioli. Ma la cosa che mi preme sottolineare è come questo influenza il mercato dei professionisti…quelli bravi.

Il mercatoMercato

Tutto questo bazzicare di ragazzetti, cugggini (con tre “g” come piace definirli nel web), ecc. che fanno sitarelli a quattro soldi ma che poi non ci sanno mettere le mani, sta rovinando il mercato e la professionalità, oltre alla reputazione di WordPress che invece di essere visto come un potente strumento su cui appoggiarsi per determinati tipi di siti, viene visto come un gioco da regalare al nipotino a Natale.

Infatti il cliente difficilmente si renderà conto che sta pagando un incompetente e che per mettere a posto il casino che il cugggino creerà, probabilmente il professionista sarà costretto a ripartire da capo. Questo perché in prima istanza tu cliente, non sai esattamente cosa vuoi e ti accontenterai di quello che il cugggino ti proporrà.

Quando però inizi a capire come funzionano le cose e chiedi di aggiustare questo e quello o di fare una personalizzazione, non hai scampo: o ti accontenti di quello che hai (problemi compresi) o ti rivolgi ad un professionista.

Quindi come fare a capire se il programmatore che abbiamo di fronte è bravo con WordPress o meno?

Le domande chiave

Prima di scegliere il professionista che deve svolgere il lavoro, prova a fargli alcune domande per capire se sa il fatto suo.
Eccone alcune, con relativa risposta giusta:

  • saresti in grado di realizzare un tema da zero e personalizzarlo per come serve a me?
    • la risposta ovviamente dovrebbe essere sì, ma specifica che intendi proprio da zero, non a partire da un template di partenza!
  • se utilizziamo un tema a pagamento o gratuito trovato sul web, come realizzerai le personalizzazioni che ti chiederò? Nello specifico, WordPress ha un meccanismo “consigliato” (ma sarebbe corretto dire che è obbligatorio) per svolgere questa cosa, come si chiama?
    • creerò un tema figlio che conterrà solo le personalizzazioni del tema originale. Questo ci permetterà di eseguire gli aggiornamenti del sito (ad esempio quelli di sicurezza di WordPress) senza perdere le modifiche fatte.
  • se un plugin non fa esattamente quello che mi serve, puoi modificarlo?
    • è un po’ lo stesso discorso del tema figlio della domanda precedente. Direi però che chi modifica i temi è tendenzialmente un designer, chi modifica i plugin di solito è un programmatore. Non che questa sia una separazione netta e corretta (ad esempio io so fare entrambe le cose) ma può essere utile per capire se stiamo parlando più con uno smanettone che scrive codice o un artista dell’impaginazione.

Risposte esatte, posso affidargli l’incarico?

Per quel che riguarda l’aspetto tecnico sì. E’ pur vero che potresti fargli un interrogatorio con tanto di faretto puntato negli occhi, ma direi che sia più saggio passare a capire se umanamente è la persona fa al caso tuo o meno.

Sì perché essere preparati tecnicamente non basta, bisogna saper essere pazienti e chiari con il cliente. Dovrete lavorare insieme sul progetto. Creare un sito non è una cosa tipo “vai e chiamami quando hai finito”. Il cliente dovrà partecipare alla realizzazione, inviare materiale (immagini, testi) e avere confronti per trovare il giusto equilibrio tra quello che vuole e quello che si può fare.

E’ un po’ come fare un figlio, tecnicamente un uomo e una donna sono in grado di farlo, ma non vuol dire che sarai contento di farlo con chiunque…

Immagini:
Leonora Giovanazzi
Pascal Rünzi

2 Commenti

  • avatar image Salvo 12 Nov 2018 Reply

    Difficile digerire i lezioncine da uno che ancora neanche ha SSL sul proprio sito 😉

    • avatar image Shad 13 Nov 2018 Reply

      Ciao Salvo,
      grazie per il commento.

      Premesso che non è affatto mia intenzione dare lezioncine. Non mi ritengo affatto in grado, soprattutto considerato che sono il primo a stare imparando, soprattutto nella scrittura degli articoli.

      Questo vuole contenere semplicemente la mia opinione, giusta o sbagliata che sia, su questo argomento. Sarei quindi lieto di ricevere la tua opinione sull’argomento stesso.

      Che poi io sia il classico ciabattino con le scarpe rotte non c’è dubbio. La mancanza del certificato SSL è solo uno dei problemi di questo sito, te lo assicuro. Il fatto che ho sempre scritto poco testimonia appunto quanto lo tenevo lì senza seguirlo più di tanto.

      Ora ho intenzione di dedicargli più attenzioni e quindi confido di trovare il tempo di fare i dovuti miglioramenti, tra cui appunto il passare all’https.

      Grazie comunque di avermi scritto e torna a trovarmi presto!

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.